Osservare è il primo passo per aiutare
Con il ritorno tra i banchi, è importante prestare attenzione a come i bambini si comportano durante le attività di lettura, scrittura e disegno, sia a scuola che a casa. Piccoli segnali, spesso trascurati, possono rivelare la presenza di disturbi visivi o di coordinazione oculare che influiscono sull’apprendimento.
Postura corretta e distanza adeguata: fondamentali per non affaticare la vista
Durante le attività di letto-scrittura, mantenere una postura corretta è essenziale. Tuttavia, è comune trovare i bambini sdraiati sul tavolo, con la testa appoggiata su una mano o con il viso troppo vicino al foglio. Ricorda che:
- la distanza ideale tra viso e quaderno è di circa 35 cm;
- la testa dovrebbe essere dritta, rivolta verso il foglio;
- una mano regge la penna, l’altra stabilizza il quaderno.
Posture scorrette o abitudini particolari possono essere strategie di compensazione messe in atto inconsapevolmente dai bambini per sopperire a difficoltà visive.
A cosa prestare attenzione: i segnali da non sottovalutare
Alcuni segnali, apparentemente innocui, possono indicare la presenza di difficoltà visive che meritano attenzione. Ad esempio, se il bambino tende a inclinare o ruotare la testa da un lato mentre legge o scrive, potrebbe trattarsi di un compenso posturale legato a uno strabismo o a un deficit di convergenza. In questi casi, il bambino cerca inconsciamente di favorire l’occhio che lavora meglio.
La chiusura di un occhio durante la lettura, spesso sottovalutata, è un comportamento che può indicare la presenza di uno strabismo convergente o divergente. Chiudere un occhio permette al bambino di evitare la visione sdoppiata causata dalla deviazione oculare.
Se, durante le attività, il bambino tende ad avvicinarsi molto al foglio, potrebbe esserci alla base un difetto visivo, come la miopia, o una difficoltà di messa a fuoco. In questi casi, lo sforzo per vedere nitidamente da vicino può essere eccessivo.
Altri segnali, come strizzare spesso gli occhi, strofinarli frequentemente o lamentare mal di testa, arrossamento e bruciore oculare, possono essere il campanello d’allarme di un affaticamento visivo legato a un difetto non corretto.
Anche una lettura lenta e discontinua, con salti di parole o perdita del rigo, può indicare un’alterazione nei movimenti oculari saccadici, fondamentali per seguire correttamente il testo.
Infine, se la scrittura appare disordinata, con lettere di dimensioni variabili o difficoltà a restare all’interno dei margini, è opportuno valutare la presenza di un deficit nella coordinazione oculo-manuale o nelle abilità visuo-spaziali, competenze essenziali per affrontare serenamente le attività scolastiche.
Cosa fare se noti uno o più di questi segnali?
In presenza di uno o più comportamenti tra quelli descritti, è consigliato effettuare:
- una valutazione ortottica approfondita per analizzare muscolatura oculare, convergenza, movimenti oculari e visione binoculare;
- una visita oculistica per escludere o diagnosticare difetti refrattivi come miopia, ipermetropia o astigmatismo.
Un eventuale percorso di potenziamento ortottico personalizzato permetterà di lavorare sulle difficoltà emerse, migliorando la qualità della visione e le performance scolastiche.
Leggi anche gli articoli dedicati ai campanelli d’allarme nei bambini e alla disprassia visiva per scoprire altri segnali da tenere sotto controllo.
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